Gli eroi son tutti giovani e belli

Aquileia - Museo Archeologico Nazionale

23 agosto, 2016 - Inaugurazione mostra

MOSTRA "GLI EROI SON TUTTI GIOVANI E BELLI" - L'immagine del soldato tra retorica e realtà.

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI AQUILEIA, Inaugurazione 23 agosto 2016, ore 18.00.

La mostra "Gli eroi son tutti giovani e belli". L'immagine del soldato tra retorica e realtà (1870 - 1935),  sarà ospitata dal Museo Archeologico Nazionale di Aquileia dal 23 agosto al 30 agosto 2016.

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Organizzata dall'Università degli Studi di Trieste con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e la collaborazione del Polo Museale del Friuli Venezia Giulia, la mostra è curata da Massimo De Grassi, docente di Storia dell'Arte contemporanea, con la partecipazione di Paolo Quazzolo, docente di Storia del Teatro.

"Gli eroi son tutti giovani e belli". L'immagine del soldato fra retorica e realtà è una mostra documentaria itinerante di carattere fotografico che si propone di confrontare l'iconografia ufficiale della Grande Guerra con il senso di precarietà, distruzione e morte veicolato dalle immagini sfuggite alla censura e realizzate sui luoghi di battaglia.

La mostra si sviluppa in un percorso di dieci pannelli tematici(Italiani? Nascita di una nazione, L'opzione coloniale, La guerra degli altri: il 1914, L'Italia in guerra, Racconti dal fronte, Trincee, Le vittime, Eroi, L'invasione monumentale, Tra mito e realtà) che accompagnano il visitatore del periodo risorgimentale all'epoca fascista, momento di massima celebrazione dei caduti della Grande Guerra. Di fronte al tema della guerra gli uomini si sono divisi in due opposte scuole di pensiero: coloro che nel conflitto hanno visto l'esaltazione della Patria, il mito dell'eroe, il mezzo più efficace per affermare la propria supremazia sugli altri; e coloro che invece della guerra hanno colto l'immane tragedia, la follia collettiva, il malessere dei militari costretti a morire in trincea.

Le fotografie pubblicate dai periodici del tempo vengono così affiancate agli schizzi creati da illustratori professionisti chiamati a celebrare le gesta delle truppe e gli scatti rubati nelle retrovie, provenienti da alcune raccolte museali regionali (Museo della Grande Guerra di Gorizia, Fondazione Carigo),  a testimonianza della crudezza delle condizioni di vita degli eserciti, senza discrimine di nazionalità.

Il montaggio teatrale ha voluto dare voce a entrambe le posizioni, proponendo sia pagine che della guerra hanno esaltato l'aspetto eroico, violento e distruttivo, sia brani intrisi di profonda umanità, che hanno viceversa dipinto gli orrori, le sofferenze e, soprattutto, l'inutilità di una tragedia senza fine.

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