Piano terra

Il pianoterra del Museo è articolato in una successione "a fuga" di quattro stanze: in esse viene sviluppato in maniera organica il tema della scultura, secondo le molteplici espressioni del mondo antico.

SALA I - Ritrattistica:

La sala dedicata alla ritrattistica è stata di recente oggetto di una revisione critica, che ha portato alla radicale modifica delle modalità espositive. Le teste sono state poste, in ordine cronologico, su due strutture semi circolari sistemate convergenti al centro della stanza. In questo modo esse offrono una visione tridimensionale che consente al visitatore di vagliare, oltre al prospetto e al profilo, anche il retro, cogliendo i particolari della strutturazione e delle acconciature.
La maggior parte delle teste- ritratto aquileiesi va considerata afferente a destinazione funeraria, secondo modi di utilizzazione confermati in numerosi casi dai dati di ritrovamento, che riportano alle località del suburbio e alle principali strade di accesso alla città.
Tre appaiono le originali pertinenze dei ritratti: a statue iconiche, innalzate ad esempio in monumenti ad edicola o tholos, come nel caso del monumento dei Curii; a stele con uno o più busti inseriti in nicchie; a sarcofagi, con teste poste negli acroteri dei coperchi.
Assai vari appaiono gli esiti formali, che spaziano dalla tendenza realistica alle correnti d'ispirazione ellenistica, fino a giungere ai profondi cambiamenti del III secolo, dati dalla cosiddetta "tensione interiore", documentati specie dalla classe dei sarcofagi.
Oltre alla ritrattistica, la sala I accoglie due documenti sulla storia di Aquileia, affissi ad una delle pareti. Si tratta dell'iscrizione su calcare -una delle più antiche del patrimonio epigrafico- di L. Manlio Acidino, uno dei triumviri che guidarono la fondazione della colonia nel 181 a.C., probabilmente parte della base di un monumento onorario. Il secondo monumento è dato dal rilievo detto del sulcus primigenius, che intende rappresentare un'azione di carattere ritualistico, interpretata come la fondazione di Aquileia.

SALA II - Statuaria:

Passando nella sala II si trova un immediato collegamento con la stanza precedente in quattro statue di destinazione funeraria, raffiguranti due coppie di coniugi. Sono qui raccolte le più prestigiose manifestazioni della grande statuaria venute in luce ad Aquileia e nel suo suburbio. Se il cosiddetto Navarca esemplifica il rapporto intercorrente nel tardo periodo repubblicano tra espressioni artistiche e committenti di alto ceto, volto all'auto- celebrazione politica in un clima denso di tensioni, a partire dall'età augustea (decenni finali del I sec.a.C.- inizi del I sec.d.C.), si assiste ad un altro fenomeno. Per evidenti ragioni storiche, infatti, si ha un generale processo, che trova nelle preponderanti raffigurazioni della famiglia imperiale l'ambito principale della scultura onoraria, esemplificata nella città adriatica dal ciclo eseguito in età claudia. Esso, come avviene nelle principali città dell'Impero, attesterebbe la presenza nelle vicinanze del Foro, luogo privilegiato, di un edificio dedicato alla famiglia imperiale. Con la costruzione del Circo, le statue sarebbero state qui spostate, in risposta a rivisitazioni ideologiche volte alla legittimazione del potere. 

SALA III - Rilievi funerari:

A completamento delle testimonianze monumentali a carattere funerario, sono raccolti nella sala III alcuni dei più significativi reperti restituiti dal suolo aquileiese per tale ambito. Accanto a produzioni destinate a una vasta utenza, caratterizzate da uno spirito celebrativo volto ad enfatizzare il defunto tramite il suo mestiere, secondo prassi ben note, si hanno documenti interessanti per le loro peculiarità. Tra questi a titolo d'esempio si possono citare monumenti funerari di soldati, che uniscono al cippo l'elmo, formando un organico insieme, ed ancora la sfera squisitamente intima, di ascendenza alessandrina, rievocata in un gruppo dal sepolcreto lungo la cosiddetta via Annia, che potrebbe rappresentare una defunta a colloquio con la propria anima, in uno spirito trascendente, che supera la soglia della morte, ormai lontano dal realistico mondo delle statue con testa ritratto delle sale I e II. Infine, accanto a contenitori lapidei di semplice fattura, per i quali Enrico Maionica ideò la raccolta in piramidi nel Giardino (conservata per il tipico gusto ottocentesco), si ebbe la produzione di urne riccamente lavorate, di raro ritrovamento, testimoniata dal famoso esemplare con scena di banchetto.

SALA IV - Sculture di carattere sacro:

Le tematiche affrontate dalla scultura aquileiese si concludono nella sala IV, nella quale sono esposte manifestazioni artistiche legate alla sfera cultuale. Si è cercato di restituire al visitatore una visione quanto più possibile omogenea della varietà dei monumenti, sia tipologica, esponendo are, sculture a tutto tondo e rilievi, sia concettuale, spaziando dalle divinità tradizionali a quelle di tipo misterico. L'arco cronologico su cui si è poggiata la scelta copre un periodo di parecchi secoli: si colgono pertanto anche i mutamenti stilistici, che dal classicismo di età augustea ed adrianea giungono sino al vivace espressionismo del III secolo.